Caso di studio: Il Programma di Educazione alla Pace e il Commit2Change in Australia

Sin dal 2018, il programma Commit2Change (Impegnati per il cambiamento), attivo nella remota cittadina di Alice Springs nella zona desertica dell’Australia Centrale, offre il Programma di Educazione alla Pace a detenuti in libertà condizionata e ospiti di comunità di recupero. L’obiettivo di Commit2Change è di aiutarli a non ricadere nell’abuso di sostanze evitando che tornino nelle comunità di recupero.

Questa la presentazione di Commit2Change : “Una comunità sana e sicura in Australia centrale al riparo dagli effetti nocivi dell’abuso di sostanze”, che si occupa di “persone in difficoltà che hanno commesso reati, a cui è stato concesso di scontare la pena in una comunità di recupero, ma che necessitano di supporto specifico sulle dipendenze per restare in comunità”. (DASA)

Rinsaldare il legame con la cultura e la famiglia, l’autostima e la forza interiore è fondamentale per evitare comportamenti recidivi che potrebbero ricondurli in carcere.

Il Programma di Educazione alla Pace, che permette di concentrarsi sulle proprie risorse interiori e di sviluppare le proprie capacità, contribuisce a spezzare questo circolo vizioso. Grazie anche alle raccomandazioni di chi lo segue e ai riscontri positivi, la percentuale degli iscritti e di coloro che portano a termine l’intero percorso formativo è alta.

A proposito di Commit2Change

Il pubblico di chi frequenta il Programma di Educazione alla Pace ha un’età che va dai 17 ai 55 anni ed è costituito per il 75% da aborigeni. Il tasso di carcerazione per gli aborigeni dei Territori del Nord è sproporzionato: se da un lato gli aborigeni rappresentano il 26,8% della popolazione totale, essi rappresentano anche l’88% dell’intera popolazione carceraria. Il senso di isolamento provocato da 230 anni di colonizzazione e l’allontanamento forzato dalle famiglie e dai propri territori vengono spesso compensati con forme di violenza e dipendenza che conducono all’incarcerazione, considerata come un rito di passaggio.

Per gli aborigeni australiani il legame con la propria terra e la conoscenza della propria cultura sono fondamentali e vengono tramandati di generazione in generazione.

Non conoscere la propria terra causa un doloroso senso di separazione, i cui effetti sono ben documentati in studi che riguardano la salute, il benessere e i traguardi che le persone possono ottenere nella vita.”
(Catherine Liddle, donna aborigena Arrernte/Luritja, Australia Centrale).

Il punto di vista del facilitatore

La formazione sulla pace viene gestita dai facilitatori Craig Thorogood e Lyndsey Lloyd con risultati eccezionali. È il percorso formativo di maggior successo tra tutti quelli proposti, dicono. Il tasso di abbandono è basso e alcuni tra i partecipanti hanno coinvolto anche familiari e amici con esiti positivi.

Entrambi i facilitatori hanno tratto dal Programma ispirazione e motivazione all’impegno, in un contesto lavorativo per loro molto difficile. I partecipanti si sono mostrati coinvolti, la frequenza al Programma è buona e 150 persone hanno portato a termine tutti i dieci seminari. Il Programma è costituito da interventi di Prem Rawat e prevede sia momenti di riflessione individuale, sia la possibilità di esprimersi sui dieci temi proposti: pace, capacità di apprezzare, forza interiore, consapevolezza di sé, chiarezza, comprensione, dignità, capacità di scegliere, speranza e felicità. Si tratta di un percorso formativo aconfessionale, vale a dire a carattere non religioso e non settario.

Riavvicinare le persone alla loro cultura

Riavvicinarsi alle proprie tradizioni culturali e alla propria terra è salutare e chi ha frequentato il Programma di Educazione alla Pace ha dichiarato che il fatto di sentirsi in pace lo ha incoraggiato a riavvicinarsi alla propria cultura. Nell’offrire questa possibilità ai partecipanti aborigeni, il Programma può rivelarsi un efficace percorso di fuoriuscita dalle dipendenze da droga e alcool, contribuendo a ricostruire il senso di identità e dignità attraverso la riappropriazione della propria cultura d’origine.

Alcuni partecipanti hanno dichiarato: “Ascoltare questo programma mi fa venir voglia di riscoprire la mia cultura”. E ancora: “Questo programma mi motiva a non trasgredire più la legge e a voler restare fuori dal carcere.” Un altro ha dichiarato: “Tutto questo ha completamente cambiato la mia vita e, per la prima volta, sento che per me è possibile vivere una vita felice.” La vita, la violenza latente, le privazioni e la povertà conducono spesso alla perdita del legame con il “proprio sé”. Craig riassume così: “Senza pace interiore nella nostra vita, rimane solo l’oscurità. Cercare di mantenersi semplici conduce alla saggezza interiore.”  

Per saperne di più sul Programma di Educazione alla Pace e su come avviare un corso, visita tprf.org/it/peace-education-program-4/

 

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